A proposito dei giovani, qualche tempo fa …

Tra i desideri fisici sono inclini a seguire soprattutto quelli erotici e in questo sono incapaci di controllarsi. Sono incostanti e volubili nei loro desideri e il loro desiderio è intenso ma viene meno rapidamente;in quanto la loro volontà è più acuta che forte, come la sete e la fame dei malati. Sono impetuosi, facili all’ira e al seguire l’impulso.

A causa della loro ambizione non sopportano di essere tenuti in scarsa  considerazione, ma  s’adirano se ritengono di avere subito un’ingiustizia. E sono ambiziosi, e ancor più desiderosi di successo; la giovinezza infatti desidera la superiorità, e la vittoria è una forma di superiorità. Ed hanno queste due ambizioni più che l’amore del denaro; poiché non hanno ancor provato il bisogno.

Non sono di cattivo carattere, ma di buon carattere, perché non hanno ancora assistito a molte malvagità e si fidano facilmente perché non sono stati ancora ingannati molte volte. Sono pieni di speranza, in quanto non hanno ancor subito molti insuccessi e vivono la maggior parte del tempo nella speranza; la speranza, infatti, riguarda il futuro mentre il ricordo è relativo al passato; e per i giovani l’avvenire è lungo e il passato breve; in quanto all’alba della vita non si può ricordare nulla, ma sperare tutto.

E sono facili a lasciarsi ingannare e coraggiosi; poiché impetuosi e facili a sperare poiché l’impetuosità impedisce loro di aver paura e la speranza li rende fiduciosi; infatti nessuno teme quando è adirato e lo sperare qualche bene dona fiducia.

E sono indignabili; poiché non ammettono che esistano altrove altre cose belle, ma sono educati solo dalla legge della tradizione.

E sono magnanimi, poiché non sono ancora stati umiliati dalla vita, e non hanno fatto ancora esperienza della necessità. Preferiscono compiere belle azioni piuttosto che azioni vantaggiose; poiché vivono più secondo il loro carattere che secondo il calcolo; ed è il calcolo che mira all’utile e al vantaggio, mentre invece la virtù riguarda il bello.

Amano avere amici e compagni più che nelle altre età, poiché piace a loro vivere in compagnia e non giudicano ancora nulla secondo il criterio dell’utile e neppure, quindi, i loro amici. I loro errori sono sempre per eccesso e per esagerazione, essi infatti fanno tutto con eccesso; amano, odiano e così via per tutto il resto.

Credono di sapere tutto e si ostinano al proposito e anche le loro ingiustizie sono compiute per arroganza e non per cattiveria. Sono inclini alla compassione, perché credono tutti gli uomini onesti e migliori di quanto non siano e misurano chi è loro vicino col metro della loro innocenza, per cui immaginano che le loro sofferenze siano immeritate.

Amano il riso e sono spiritosi: infatti lo spirito è una forma di arroganza moderata dall’educazione.

Tale è dunque il carattere dei giovani.

 

ARISTOTELE, Retorica II, 12…

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